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Bruno Buozzi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

on. Bruno Buozzi

Parlamento italiano
Camera dei deputati

Bruno Buozzi a Roma nel 1924.

Luogo nascita

Pontelagoscuro

Data nascita

31 gennaio 1881

Luogo morte

Roma

Data morte

4 giugno 1944

Professione

sindacalista

Partito

Partito Socialista Italiano

Bruno Buozzi (Pontelagoscuro, 31 gennaio 1881Roma, 4 giugno 1944) è stato un sindacalista e politico italiano. Fu tra i più autorevoli sindacalisti italiani della prima metà del Novecento e fu deputato socialista dal 1920 al 1926.

Operaio metallurgico, socialista riformista, nel 1911 assunse la carica di segretario generale della FIOM. Nel settembre del 1920 fu l'ideatore e il principale promotore dell'occupazione delle fabbriche metallurgiche. Continuamente corteggiato da Mussolini sin dal 1919, al contrario di altri eminenti sindacalisti socialisti che cedettero al collaborazionismo, a partire dall'11 giugno 1924, ovvero dopo la crisi politica decretata dall'omicidio Matteotti, iniziò a sfidare apertamente il fascismo rappresentando, insieme a Filippo Turati, il Partito Socialista Unitario nel seno del "Comitato dei sedici".

Nel marzo del 1925 guidò gli ultimi imponenti scioperi del periodo fascista. Nel dicembre del 1925, rimasto l'unico sindacalista di un certo calibro a non volersi piegare di fronte al fascismo, si vide costretto da un imperativo morale a succedere a Ludovico D'Aragona, nella guida della Confederazione Generale del Lavoro.

Per approfondire, vedi Storia della Cgil.

Perseguitato dal regime e minacciato più volte di morte, nell'ottobre del 1926 si trasferì in Francia ove ricostituì la sede della CGdL. In Francia si occupò della difesa dei diritti dei lavoratori italiani emigrati all'estero e fece attiva opera antifascista attraverso la direzione del giornale "L'Operaio Italiano" che, pubblicato in formato ridotto, venne anche fatto circolare clandestinamente in Italia. Fu catturato dai tedeschi nel 1942 e consegnato all'Italia, che lo confinò a Montefalco, ove prese alloggio in un piccolo stabile in prossimità delle mura urbiche. Sulla facciata è stata apposta una lapide commemorativa.

Liberato dopo il 25 luglio 1943, fu attivo nella Resistenza, lavorò con Giuseppe Di Vittorio e Achille Grandi per la rinascita del sindacato, ma non poté firmare il Patto di Roma (9 giugno 1944) che ha fatto nascere la CGIL, perché tra la notte e la mattina del 3 e il 4 giugno 1944, insieme ad altri tredici prigionieri, Buozzi fu arrestato e fucilato dai tedeschi in fuga da Roma, che lo tenevano in ostaggio, in località La Storta sulla via Cassia, a pochi chilometri da Roma (eccidio de La Storta). È sepolto presso il Cimitero del Verano di Roma.

Bibliografia

  • Fascismo e sindacalismo, Bruno Buozzi, Vincenzo Nitti, a cura di Giuseppe Bonanni, Venezia, Marsilio, 1988.
  • Sindacato e riformismo: Bruno Buozzi, scritti e discorsi (1910-1943), a cura di Aldo Forbice, Milano, Angeli, 1994. ISBN 88-204-8163-4

 

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